Il pericolo dei Falsi nel mercato del vino

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Il pericolo dei Falsi nel mercato del vino

22/01/2021

Il settore vitivinicolo è quello in cui in Italia si registra il maggior numero di frodi scoperte e segnalate: 

il prosecco ha confermato il titolo di prodotto made in Italy più falsificato al mondo. A raccontarlo sono i numeri del report 2019 dell’attività svolta dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della Repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) del ministero delle Politiche agricole e forestali, la principale autorità italiana antifrode nell’agroalimentare e ai vertici mondiali per numero di controlli in settori come vino, olio, i prodotti “bio” ed i formaggi. 

Si parla di un valore complessivo di 100 miliardi di euro per l’intero mercato agroalimentare dove il vino la fa da padrona. 

L’attività di controllo e sequestro di prodotti contraffatti si è concentrata all’estero sui siti web e marketplace addirittura in collaborazione con tre dei principali colossi del business online quali Alibaba Amazon ed eBay, con migliaia di interventi. Oltre al prosecco tra i vini più colpiti dalle frodi il Montepulciano d’Abruzzo, il Nero D’Avola, il Barolo il Chianti ed ovviamente i Super Tuscany. Questi ultimi offrono a chi opera frodi e produzioni di falsi margini di guadagno estremamente elevati considerato il valore di vendita delle bottiglie originali.

 

La debole maglia della legge.

Da Gennaio 2021 in Cina scatterà una normativa che si pone “contro l’uso nella designazione o nella presentazione di qualsiasi elemento che indichi o suggerisca che il prodotto in questione è originario di un’area geografica diversa dal vero luogo d’origine, in modo tale da indurre in errore il  pubblico sull’origine geografica del prodotto”. Una Cina che dice “basta” alla diffusione nel proprio mercato di vini falsi: bottiglie fatte chissà dove con etichette copiate e contraffatte vendute a peso d’oro. Una normativa molto labile soprattutto perché la situazione di partenza, ovvero la sterminata varietà di etichette e denominazioni fraziona in modo pericoloso la richiesta e l’applicazione dei meccanismi di tutela. 

Proteggere l'autenticità del vino: Il Tag NFC

Per proteggere i prodotti da tempo si cerca di sfruttare tecnologie in grado di trasformare un elemento visivo e di contatto con il consumatore (o con un operatore della distribuzione) in una vera e propria prova di autenticità.

Tuttavia, molte delle tecnologie fino ad oggi utilizzare quali ad esempio il QR code o gli ologrammi, sono facilmente riproducibili e di conseguenza falsificabili anch’essi. L’avvento del contactless payment ha smosso l’universo dei produttori di smartphone nel dotare i propri prodotti di lettori NFC (Near Field Communication) aprendo nel recente passato a possibili utilizzi di tag “embedded” univoci, dotati di un numero seriale verificato e non riproducibile né tantomeno falsificabile.

I produttori di vino dalle grandi cantine sino ai produttori indipendenti, possono finalmente poggiare su un sistema affidabile per salvaguardare il valore dei propri prodotti sui mercati internazionali. I tag NFC possono essere applicati alle bottiglie in uno dei molteplici passaggi della produzione del vino, sino ad arrivare all’imbottigliamento finale, la chiusura ermetica e l’apposizione dell’etichetta ufficiale. E’ possibile definire un processo molto semplice di codifica, oppure inserire tag già pre-codificati il cui numero seriale è noto solo al produttore stesso. Per un livello di sicurezza ulteriore sono disponibili anche NFC dotati di tecnologia “rolling code” ovvero in grado di essere letti ed autenticati solamente combinando un token generato “on the fly” al pari di quanto accade per le transazioni di tipo bancario.

In alternativa, grazie anche al recente rilascio dei micro-servizi “app clips” è possibile autenticare il tag NFC leggendo l’area di memoria riservata del chip: solo il produttore può immettere su App Store l’applicazione in grado di effettuare la lettura dato che è necessaria una password criptografata, e questo rende estremamente sicuro il livello di autenticazione. 

Possibili applicazioni
 

• Anticontraffazione

L’abitudine al consumo dei clienti nei confronti di un mercato senza barriere ha reso anche il mercato del vino multicanale. Gli scandali legati alla contraffazione toccano oramai tutte le regioni del mondo e tutti i tipi di vini: i contraffattori possono facilmente e senza rischi fare tanto profitto sia con vini d’ingresso, media gamma che con nomi di prestigio.Consumatori, distributori e operatori della ristorazione si interrogano con maggior frequenza a proposito dell’autenticità del prodotto con cui sono a diretto contatto e tramite l’adozione della tecnologia NFC assieme alla piattaforma Temera t!Journey, avranno uno strumento efficace per verificare l’autenticità. A portata di smartphone e di “tap”.

 

• Parallelo

Il valore di una etichetta non dipende solamente dalla qualità del prodotto: la distribuzione ha un ruolo altrettanto importante. Che si tratti di vendita diretta o tramite una rete professionale scelta con cura, non è conveniente vedere apparire bottiglie immesse su dei mercati che non sono stati scelti dal brand. E’ possibile utilizzare il tag NFC per tracciare la rete di distribuzione e fornire a ispettori ed operatori accreditati uno strumento per effettuare verifiche immediate in modo semplice. Coinvolgendo il cliente finale si riesce a fare molto di più: le informazioni di “tap” consentono di capire dove si trovano i prodotti, mappare le interazioni per effettuare analisi comportamentali o addirittura fare in modo che algoritmi di intelligenza artificiale si accorgano di eventuali anomalie ricevendo segnalazioni puntuali. 

 

• Re-Riempimento

Aprire una bottiglia senza lasciare alcun segno di effrazione è cosa semplice; diverse persone smaliziate della ristorazione e privati l’hanno capito. Il re-riempimento e la rivendita di queste bottiglie e diventata una frode ricorrente sulle vecchie annate ed un danno per la notorietà del brand. Esistono nuove tipologie di tag “Tamper Proof” che possono essere applicati alla capsula in prossimità del tappo. Qualora questo venga violato non smette di funzionare bensì cambia di stato, pertanto la risposta all’interazione di uno smartphone muta da “autentico, chiuso” a “autentico, bottiglia aperta”. Un’ulteriore componente tecnologica in grado di combattere attivamente comportamenti fraudolenti che ledono l’immagine del brand e contemporaneamente raggirano il consumatore.

 

• Un tesoro nascosto: Dati e attività di marketing.

Chi pensa che proteggere i propri prodotti abbia un costo, rischia di non vedere il disegno d’insieme. Ogni singolo “tap” rappresenta una preziosissima fonte di informazioni: in primo luogo è possibile ottenere informazioni anonime a proposito del prodotto con cui è avvenuta l’interazione, data ora luogo oltre a conoscere la tecnologia dello smartphone e del sistema operativo che hanno consentito il tap stesso. E’ possibile inoltre scendere ad un livello di dettaglio superiore, richiedendo al consumatore di accettare una privacy policy è possibile geo-localizzare in modo preciso l’interazione e successivamente proporre di effettuare una “registrazione” del prodotto. Sottoponendo un questionario personalizzabile per avere un riscontro completo su ulteriori informazioni: è possibile richiedere un indirizzo email (per future comunicazioni), il luogo di acquisto o consumo (per verificare la rete di distribuzione) richiedere feedback sul gusto o sull’esperienza per costruire un database di grandissimo valore.