Soluzioni Anticontraffazione grazie alla tecnologia RFID

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Soluzioni Anticontraffazione grazie alla tecnologia RFID

Il Made in Italy è da sempre un vanto per il nostro Paese, riconosciuto e apprezzato all’unanimità in tutto il mondo.

20/10/2021

Poter definire un prodotto Made in Italy significa classificarlo di diritto tra i prodotti di eccellenza, sinonimo di alta qualità nella manifattura, utilizzo di materiali di prima scelta, prestigio, stile elegante e raffinato, e soluzioni innovative applicate senza rinunciare ad una cura artigianale dei dettagli.

La dicitura Made in Italy ha un immediato richiamo sui consumatori, e infatti si tratta di un mercato rivolto prevalentemente all’esportazione.

Ma proprio per questa attrazione che i beni "prodotti in Italia" hanno nel mondo, sono anche tra le maggiori vittime di contraffazione: si stima che il giro d’affari dell’industria del falso valga dai tre ai sette miliardi di euro l’anno solo in Italia.

Sulla base di quanto emerso dall’ Organizzazione mondiale delle dogane, nel mondo questo business ammonta a circa 500 miliardi di euro, vale a dire il 7% del commercio mondiale.

 

La contraffazione non provoca un danno solo al brand preso di mira, che vedrà una perdita del valore del suo marchio. Ad essere danneggiata sarà anche la filiera di produzione di quel prodotto, col rischio di alimentare il mercato grigio.

Ma i maggiori danni li subirà soprattutto il consumatore, che si vedrà defraudato del suo diritto più importante: il diritto di scelta, il diritto di investire il suo denaro per acquistare quel determinato marchio, aspettandosi di trovare nel prodotto le caratteristiche che rendono quel brand così famoso.

Le ripercussioni sul consumatore possono essere ancora più deleterie, quando prendiamo in considerazione prodotti che, se contraffatti, possono risultare un rischio per la salute delle persone, per esempio i farmaci in vendita online.

Il rischio di contraffazione è davvero trasversale ad ogni tipologia di prodotto: dai capi e accessori di abbigliamento griffati, alle calzature, alla pelletteria, l’arredamento, le automobili, il vino, il settore agroalimentare in genere ecc.

Si tratta di settori nei quali i beni prodotti sono prevalentemente molto costosi, ma la contraffazione non risparmia neanche quei mercati i cui prodotti non hanno un grande valore considerando il singolo prodotto, ma hanno un valore di immagine molto alto; per esempio il settore agroalimentare.

Le istituzioni in Italia, come ad esempio le Camere di Commercio, cercano di tutelare le aziende, e in particolare le PMI, tramite iniziative finalizzate alla promozione dello sviluppo economico, e a permettere alle imprese di ottenere informazioni e servizi per avere a disposizione finanziamenti, cooperare con la ricerca scientifica e tecnologica, depositare i loro marchi sia in Italia, che in Europa, che fuori dall’ Unione Europea.

Oltre a questi aiuti dall’esterno però, le Aziende da anni sono alla costante ricerca anche di nuovi e più efficaci metodi di anticontraffazione, per tutelare il loro marchio e i loro consumatori.

Un sistema di anticontraffazione per essere considerato veramente efficace deve poter garantire la protezione sotto due punti di vista: come prima cosa deve permettere l’identificazione certa e univoca di un prodotto, in modo da poter dimostrare la sua originalità. Ma allo stesso tempo deve poter assicurare in qualunque momento la tracciabilità e rintracciabilità di un prodotto.

Tracciabilità e rintracciabilità di un prodotto.

Ma qual'è la differenza tra questi due concetti?

La tracciabilità è il monitoraggio dell’intero processo produttivo di un bene, attraverso il quale devono essere ben identificate le varie fasi di lavorazione, in modo da poter poi essere conservate in un archivio al quale attingere per garantire la sua corretta manifattura.

La rintracciabilità invece è il processo inverso, dove appunto si raccolgono queste informazioni per verificare l’autenticità del prodotto.

La tracciabilità della supply chain di un prodotto è indispensabile per contrastare il cosiddetto mercato grigio, ossia quel mercato parallelo nel quale non vi è alcuna garanzia dei materiali utilizzati, dei diritti (molto spesso inesistenti) delle persone che vengono fatte lavorare, o meglio vengono sfruttate, e garantire quindi la tutela di tutte quelle persone che invece lavorano lungo la filiera autorizzata.

Inoltre, il mercato grigio non rispetta nessun principio di fair trade, pertanto anche la marginalità dei prodotti contraffatti viene inevitabilmente intaccata.
 
Un esempio di metodo di contraffazione "incompleto" è l’ormai famoso codice a barre: il codice a barre permette di ripercorrere tutti i passaggi lungo la filiera di produzione, ma è facilmente duplicabile, quindi non protegge l’autenticità del prodotto, non rendendolo distinguibile da uno contraffatto.

Le tecnologie a difesa del brand: il Sistema RFID.

Le tecnologie al momento a disposizione per la difesa del brand sono diverse, e ognuna presenta inevitabilmente dei pro come dei contro. Un sistema efficace per la protezione elettronica del marchio è sicuramente la tecnologia l’RFID (Radio Frequency Identification).

Vediamo nel dettaglio in che cosa consiste:

L’ RFID è un sistema a onde radio che permette l’identificazione automatica del prodotto da monitorare, ovviando alla lettura di ogni singolo articolo. Consiste in un codice identificativo alfanumerico (denominato UID o TID) inserito all’interno di un transponder (tag o schede RFID), e del lettore con antenna necessari per leggerli.

I Tag RFID vengono apposte sui singoli prodotti, mentre le antenne ricetrasmittenti vengono dislocate lungo l’area da monitorare, tracciando così tutti i movimenti, in entrata e in uscita, di ogni etichetta/prodotto.

Il codice alfanumerico all’interno del chip è la sua targa, ed è in grado di assicurare l’autenticità e l’originalità del prodotto in modo certo e univoco in quanto è unico al mondo e non modificabile, memorizzato e quindi conosciuto esclusivamente da chi ha prodotto il chip.

Per questo la tecnologia RFID si sta rivelando una delle più efficaci nella lotta alla contraffazione: perché riesce a proteggere il brand su entrambi gli aspetti chiave che abbiamo già menzionato: autenticità del prodotto, e tracciabilità della filiera produttiva.

UHF e NFC

Esistono due versioni di sistema RFID, vale a dire l’UHF (Ultra High Frequency) e NFC (Near Field Communication).
 
La differenza tra i due sistemi, come suggeriscono i nomi stessi, è la diversa copertura di perimetro entro i quali i tag sono leggibili: se l’UHF permette la copertura di svariati metri, rivelandosi accessibile solo ai grandi settori industriali come ad esempio le aziende logistiche, la seconda punta all’utilizzo da parte dei consumatori finali, grazie alla diffusione sempre più massiccia di lettori NFC all’interno di smartphone e tablet.

Riprendendo due dei principali mercati oggetto dell’attacco del Made in Italy menzionati prima, esempi di un efficace metodo di utilizzo delle soluzioni RFID si possono trovare nella moda, tramite l’inserimento del tag nell’etichetta di un vestito, in modo da integrare il già esistente sistema di antitaccheggio, e nel food/beverage, inserendo il tag nei tappi delle bottiglie di vino, in modo da assicurare la tracciabilità lungo tutto il canale distributivo.

Altri ambiti nei quali la tecnologia RFID si sta rivelando efficace è la logistica e il trasporto merci. In un settore nel quale è indispensabile tracciare ogni attività e monitorare il posizionamento della merce, l’RFID permette la geolocalizzazione dei bancali all’interno dei magazzini, minimizzando il rischio di errori e aumentando l’efficienza organizzativa.

La tecnologia RFID è una soluzione contro l’anticontraffazione e la antimanomissione estremamente interessante e anche versatile: si adatta facilmente agli ambienti IT più diversificati, risultando ottimale anche per le PMI; non prevede lavori di settaggio o modifiche operative importanti, e quindi garantisce anche dei costi molto contenuti.

La sua versatilità è anche dovuta alla possibilità di integrare il sistema RFID con altre tecnologie a disposizione sul mercato.

Vediamo nel dettaglio le varie soluzioni integrate che è possibile realizzare con l’RFID.

UHF e NFC

RFID NFC & OTP

Questo sistema di anticontraffazione unisce la tecnologia RFID NFC a un OTP (One Time Password).

L’OTP è esattamente lo stesso sistema che siamo soliti utilizzare per esempio per eseguire operazioni tramite home banking, e consiste in un codice "one time" che appare sul tag RFID ogni volta che il tag viene letto.
 
In questo modo l’OTP funge da password, aumentando così la sicurezza del sistema di anticontraffazione: se anche il tag venisse letto da una persona non autorizzata, l’OTP non permetterebbe l’accesso del browser a quell’indirizzo, avendo già rilevato un suo precedente utilizzo.

Un vantaggio di questa tecnologia, oltre all’estrema sicurezza, è la grande praticità garantita dal fatto che non serve installare applicazioni software sul device utilizzato per la lettura del tag, rendendone così l’utilizzo agevole da parte di chiunque.

RFID & FIDES CODE

Il sistema Fides Code (Frequency Identifier Double Encrypt Security Controlled Operation Dual Encoding) è un sistema di certificazione del prodotto.

Consiste in un algoritmo che, utilizzato in sinergia con il sistema RFID, permette di certificare i codici attribuiti a ogni prodotto dal suo tag RFID.
Il valore aggiunto di questa combinazione di tecnologie è che la certificazione è garantita e univoca, ma senza la necessità di dover accedere a server o database.

Infatti utilizzando dei lettori parametrizzati in modalità Fides Code, è possibile recepire il codice rilevato dal tag RFID ed effettuare le opportune verifiche per accertarne la validità.

Soluzioni Anticontraffazione grazie alla tecnologia RFID

La tecnologia IoT oggi offre alle aziende numerose soluzioni anticontraffazione sfruttando RFID e tecnologie d’avanguardia. Un vero e proprio aiuto per imprese e brand nella lotta al mercato grigio/parallelo.